La scoliosi idiopatica in età evolutiva è una delle condizioni più complesse e, allo stesso tempo, più sottovalutate dell’apparato muscolo-scheletrico. Nella maggior parte dei casi non provoca dolore, motivo per cui può rimanere silente per anni e passare inosservata, soprattutto durante l’adolescenza.
In questa delicata fase di crescita entrano in gioco diversi fattori: il cambiamento corporeo, il pudore e la progressiva autonomia del ragazzo o della ragazza, che tende a mostrarsi meno ai genitori. Tutto ciò porta spesso a non osservare più regolarmente la schiena, facendo emergere la scoliosi solo quando la deformità è ormai evidente e la maturità scheletrica è quasi completata, limitando le possibilità di intervento.
Cos’è la scoliosi idiopatica?
La scoliosi idiopatica è un’alterazione strutturale della colonna vertebrale che coinvolge i tre piani dello spazio. È importante non confonderla con l’atteggiamento scoliotico o con la scoliosi funzionale.
Insorge prevalentemente durante i periodi di rapida crescita, in particolare nell’età adolescenziale, generalmente dopo i 10 anni, e può evolvere fino al raggiungimento della completa maturità scheletrica.
Perché la diagnosi precoce è fondamentale
Durante la crescita, una scoliosi individuata precocemente può essere monitorata e trattata in modo conservativo. Quando invece la diagnosi arriva tardivamente, con uno scheletro ormai maturo, la scoliosi si consolida e si riducono drasticamente le possibilità di intervenire conservativamente.
Il Bending Test
Il Bending Test è un test fisico rapido e non invasivo. Il paziente si flette in avanti con le ginocchia estese e le braccia rilassate; l’osservazione posteriore consente di individuare eventuali gibbi costali o rotazioni vertebrali.
È importante sottolineare che il Bending Test non fornisce una diagnosi e che, in presenza di gibbi o segnali di rotazione vertebrale, è fondamentale una valutazione specialistica approfondita.
Opzioni di trattamento
In base ai gradi Cobb e alla maturità scheletrica, le opzioni includono:
- esercizio terapeutico specifico;
- trattamento ortesico;
- intervento chirurgico nei casi più gravi
Il Metodo Rovatti
Il Metodo Rovatti utilizza esercizi correttivi tridimensionali che mimano l’azione delle mani del terapista attraverso l’utilizzo di bande elastiche che vengono adattate alle caratteristiche del soggetto, in modo da creare vettori che incentivano la correzione durante l’esercizio terapeutico in modo costante stimolando la propriocezione e interiorizzando la correzione.
Scoliosi nell’adulto
Chi ha la scoliosi può fare sport? Assolutamente sì. Un programma di rinforzo muscolare mirato e ben strutturato può contribuire in modo significativo a migliorare la qualità della vita.
Per molti anni il nuoto è stato prescritto come trattamento per la scoliosi, ma le evidenze attuali mostrano che non è uno sport raccomandato. L’assenza di carico e di stimoli antigravitari non favorisce l’autocorrezione posturale.
La gestione della scoliosi, in sintesi, richiede una valutazione precoce, un approccio individualizzato e un percorso di esercizio mirato.